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Colloquio di lavoro: i consigli dell’esperta

25 Marzo 2020
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Sei arrivato al colloquio di lavoro?

Complimenti, vuol dire che hai superato il primo step del processo di selezione ed il tuo curriculum è riuscito ad attirare l’attenzione del selezionatore.

Per lo step successivo dovrai prepararti al meglio ad un incontro che potrebbe essere “conoscitivo”. Il primo, forse, di una serie che potrà portarti a ricoprire il ruolo per il quale ti sei candidato.

Ecco una guida che cercherà di fornirti suggerimenti per conquistare il tuo prossimo posto di lavoro.

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Perché prepararsi?

L’impatto di una comunicazione è soprattutto non verbale e dunque sarà il tuo atteggiamento ad influenzare l’esito del colloquio.

Ricorda che il colloquio di lavoro è una comunicazione a due vie e sei li per offrire qualcosa (competenze e conoscenze) in cambio di qualcos’altro (stipendio). Evita un atteggiamento “prendo qualsiasi lavoro” ma al tempo stesso evita un atteggiamento “di eccessiva sicurezza”. Scopo del colloquio è valutare ed essere valutati.

Come fare una buona impressione già dal primo contatto telefonico?

  • Essere disponibili all’appuntamento;
  • Rivedere il proprio curriculum vitae ed il proprio percorso professionale;
  • Raccogliere informazioni sull’azienda;
  • Aver ben presente la Job description relativamente al ruolo per cui ci si propone;
  • Essere puntuali;
  • Abbigliamento consono;
  • Modi educati;

Prima del colloquio

  • La sera prima fai una cena leggera e vai a letto presto e programma la sveglia con un sufficiente anticipo.
  • Cura la tua igiene personale, sembra scontato ma non lo è. E’ una questione di rispetto.
  • Vestiti in modo consono. Scegli un abbigliamento curato, vestiti puliti, stirati e ordinati. Come vestirsi dipende molto dal tipo di azienda: se cura molto le apparenze, scegli un completo formale, ma se sai già che il colloquio sarà informale, puoi anche presentarti con una camicia e un pantalone lungo.
  • Non apparire trasandato, ma nemmeno troppo elegante (niente abiti da sera ne’ trucco eccessivo).
  • Porta con te un curriculum e memorizza il nome e cognome della persona che dovrai incontrare.
  • Nei giorni precedenti studia il percorso stradale da percorrere e cerca di arrivare almeno 5 minuti prima dell’orario previsto. Se qualche problema ti impedisce di arrivare in tempo, avvisa per telefono prima dell’ora stabilita.
  • Evita di farti accompagnare al colloquio da amici o parenti: è decisamente poco professionale.
  • Fatti annunciare e presta attenzione al tuo comportamento già in sala d’attesa.
  • Quando arriva l’esaminatore salutalo e tendi la mano per primo. Una bella stretta di mano è quel che ci vuole evitando mani flosce.
  • Accomodati solo quando ti hanno invitato a farlo.
  • Stai seduto in maniera composta, senza accavallare le gambe, le mani fuori dalle tasche, le braccia non incrociate. Meglio se ti inclini un po’ verso l’esaminatore (denota attenzione).
  • Evita di giocherellare con capelli, cancelleria, vestiti e oggetti vari, e di agitarti troppo sulla sedia.
  • Guarda negli occhi il tuo interlocutore (ma senza fissarlo) per almeno il 90% della durata del colloquio, evitando di cercare le risposte con sguardi rivolti in alto o in basso.
  • Fai cenni di assenso o di diniego, mostra con le espressioni del viso che stai seguendo con attenzione il discorso.
  • Prima di andare via, ringrazia il tuo interlocutore per averti dedicato il suo tempo.

E durante il colloquio?

  • Quando ti fanno domande usa un tono di voce chiaro cercando di non parlare a bassa voce (denota insicurezza) in modo da far sentire chiaramente ciò che stai dicendo.
  • Usa vocaboli positivi, evita i NO ed i NON (predispongono male chi ti ascolta).
  • Sorridi (non ridere), predispone bene l’interlocutore.
  • Rispondi alle domande in modo sintetico, ma argomenta sempre le tue risposte. Evita risposte monosillabi (tipo “Si” o “No”).
  • Non dire “Lo legga sul curriculum”
  • Non parlare di argomenti troppo personali.
  • Non chiedere della retribuzione, né di ferie e permessi.
  • Non lamentarti.
  • Se hai bisogno di un attimo per riflettere, prenditi una breve pausa prima di rispondere.
  • Non interrompere il tuo interlocutore.
  • Partecipa attivamente al colloquio, facendo domande sull’azienda e sul ruolo e chiedendo chiarimenti quando è necessario.
  • Non temere di dire “non lo so”, ma cerca di ridurre al minimo questi casi.
  • Non essere evasivo quando ti fanno una domanda, rispondi sempre, senza mentire.
  • Sii pronto a ricevere domande inaspettate ed anche personali. L’obiettivo dell’esaminatore è verificare la tua capacità di reagire agli imprevisti, la tua sincerità.
  • Evita un atteggiamento difensivo rispetto ad esperienze meno edificanti o vuoti temporali e dimostra la tua volontà di migliorare i punti deboli.
  • Se ti chiedono di parlare delle tue esperienze precedenti, non criticare mai i tuoi ex datori di lavoro.
  • Chiedi quando è previsto l’inserimento.
  • Osserva le reazioni non verbali dell’esaminatore: una sua espressione contrariata, o viceversa un suo sorriso, possono essere indicazioni utili per capire l’andamento del colloquio.
  • Trai insegnamento dall’esperienza.

Quali sono le domande più frequenti in un colloquio di lavoro?

Attraverso il colloquio di lavoro il selezionatore deve indagare, le cosiddette 4 C:

  • Competenza (ciò che il candidato sa fare);
  • Compatibilità (il candidato è in armonia con il contesto aziendale?);
  • Chimica (può piacere all’azienda?);
  • Compenso (in linea con i budget aziendali);

L’indagine sarà dunque effettuata sottoponendo delle domande che possono riguardare la sfera personale, professionale, motivazionale e sul ruolo da ricoprire.

Vediamo insieme le domande più frequenti.

1. Domande personali

  • Mi parli di Lei
  • Quali sono i suoi obiettivi professionali?
  • Quali sono i suoi maggiori difetti?
  • Quali sono le sue migliori qualità?
  • Come si vede da qui a 10 anni?

2. Domande sull'esperienza professionale

  • Riassuma brevemente il suo curriculum vitae e le sue esperienze lavorative
  • Perché sta cercando un lavoro?
  • Perché ha accettato il suo ultimo lavoro?
  • Cosa pensa del suo attuale o ultimo datore di lavoro? E dei suoi colleghi?
  • Che cosa le piaceva di più e cosa di meno nel suo impiego precedente?
  • Perché ha cambiato lavoro?

3. Domande motivazionali

  • Come mai si è candidato per questo lavoro?
  • Cosa conosce della nostra azienda?
  • Perché crede di essere adatto a questo lavoro?
  • In che cosa pensa di essere migliore rispetto ad altri candidati?

4. Domande sul ruolo

  • Le interessa la posizione che le ho presentato?
  • Quali sono gli aspetti che la interessano meno?
  • Quali sono le affinità che intravede tra lei e le sue esperienze e la posizione che le prospetto?
  • Quale aspetto la preoccupa maggiormente?
  • Quali aspetti delle sue precedenti esperienze crede di poter trasferire nella posizione che le prospetto?
  • Conosceva già la nostra azienda?
  • Quale è la sua richiesta economica?

Cosa fare la fine del colloquio? E dopo?

Al termine del colloquio

La fase successiva al colloquio è fondamentale:

  • Segnati a caldo le tue impressioni
  • Parlane con un amico o persona obiettiva
  • Sfrutta questa esperienza per prepararti al colloquio successivo

Ti consigliamo di evitare di chiedere immediatamente com’è andato, ma di aspettare che sia l’azienda a richiamarti.

Se non ricevi notizie dopo tre settimane lavorative è bene fare una telefonata o spedire una e-mail, ma non prima.

Se ti dicono “le faremo sapere”… beh, non è un buon segno.

E per finire…

Ricordati che ogni colloquio permette una crescita, indipendentemente dal suo esito.

Da ogni colloquio, specialmente da quelli andati male, potrai imparare qualcosa e migliorarti per quelli successivi.

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