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Cassa integrazione e Decreto Cura Italia: tutte le novità

24 Marzo 2020
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Cassa integrazione, sostegno al reddito, voucher e congedi parentali. Cosa prevede il Decreto Cura Italia per fronteggiare l'emergenza epidemiologica COVID-19

Cura Italia“, il decreto legge Salva Economia n. 18 del 17 marzo 2020, dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore per fronteggiare il momento di urgenza straordinaria e cercare di contenere il più possibile le conseguenze negative che la pandemia COVID-19 sta procurando al paese.

Sono 25 i miliardi messi a disposizione per il potenziamento del servizio sanitario, per il supporto alle famiglie, ai dipendenti e alle imprese in difficoltà.

Per il mondo del lavoro, importanti novità riguardano gli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione a favore di aziende colpite dalla situazione di crisi.

Con il nuovo decreto sono state potenziate e ampliate le misure a tutela dei lavoratori e delle aziende già previste dal Dpcm 1 marzo 2020 che riguardavano le zone rosse del nord.

Cassa integrazione in deroga (CIGD)

La cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD) è un intervento di integrazione salariale a sostegno di imprese che si trovano in situazione di crisi, non imputabile all’azienda o ai lavoratori, e che non possono ricorrere agli strumenti di intervento ordinari.

Il CIGD può essere richiesto dalle imprese, dai piccoli imprenditori e dalle cooperative sociali. L’indennità è pari all’80% della retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito per un massimo di 40 ore settimanali. L’intervento non può andare oltre i 12 mesi.

Le novità introdotte dal decreto “Cura Italia”

Secondo l’art. 22 del decreto legge “Cura Italia” la cassa integrazione in deroga verrà estesa su tutto il territorio nazionale, su tutti i dipendenti e su quasi tutti i settori produttivi.

  • I datori di lavoro dell’ambito agricolo, della pesca e del terzo settore, incluse le aziende con meno di 5 dipendenti e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, costretti alla sospensione e alla riduzione dell’orario dell’attività lavorativa a seguito dell’emergenza coronavirus e che non hanno accesso ad altri tipi di tutela, possono ricorrere alla cassa integrazione in deroga.
  • I limiti massimi di erogazione dell’ammortizzatore sociale sono fissati a 9 settimane.
  • Preventivamente, le Regioni e le Province autonome devono stipulare un accordo quadro, anche in via telematica, con le organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro. L’accordo non è richiesto per le imprese che occupano fino a 5 dipendenti.
  • Unico limite è che i lavoratori devono risultare alle dipendenze delle aziende richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.
  • I datori di lavoro non dovranno versare il contributo addizionale e per i dipendenti non verrà applicato il requisito di 90 giorni di anzianità aziendale.
  • Sono esclusi invece i datori di lavoro domestico.

La copertura prevista è di 3,2 miliardi di euro, l’intervento più corposo del decreto, che mira alla salvaguardia delle imprese e dei lavoratori in difficoltà.

Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO)

La cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) è un ammortizzatore sociale che può essere richiesto dalle aziende in difficoltà che si occupano di trasporti, di installazione impianti, di distribuzione dell’energia, comprese le cooperative di produzione e le cooperative agricole che svolgono attività simile a quella delle imprese industriali.

Il trattamento di integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate e può avere durata massima complessiva di 24 mesi.

Le novità introdotte dal decreto “Cura Italia” – CIGO

L’art. 19 del decreto legge “Cura Italia” prevede norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario.

  • Le aziende che rientrano nell’area di applicazione CIGO e del Fondo Integrazione salariale (FIS), che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 per una durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020.
  • I lavoratori dipendenti devono avere un rapporto di lavoro alla data del 23 febbraio 2020.
  • I datori di lavoro iscritti al FIS, con 6 fino a 15 dipendenti, che potevano richiedere il solo assegno di solidarietà, possono ora beneficiare dell’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”.

Gli oneri finanziari relativi alla predetta prestazione sono a carico del bilancio dello Stato nel limite di 80 milioni di euro per l’anno 2020 e sono trasferiti ai rispettivi Fondi con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Cassa integrazione straordinaria (CIGS)

La cassa integrazione straordinaria (CIGS) è un ammortizzatore sociale che ha la funzione di sostituire o integrare la retribuzione dei lavoratori in aziende che si trovano in difficoltà produttiva o che devono sostenere dei processi di riorganizzazione.

I lavoratori hanno diritto a percepire un’integrazione dello stipendio pari all’80% della retribuzione che sarebbe spettata per le ore di lavoro non effettuate. Possono richiedere la CIGS le imprese industriali, imprese che effettuano servizio mensa, imprese di pulizia, di vigilanza e di editoria. Sono altresì comprese le agenzie di viaggio e turismo che nel corso del semestre precedente alla domanda di cassa integrazione straordinaria avevano più di 50 dipendenti.

La durata del sostegno varia dai 12 mesi in caso di crisi aziendale, ai 24 mesi in caso di rioganizzazione e fino a 36 mesi in caso di contratto di solidarietà.

Le novità introdotte dal decreto “Cura Italia” – CIGS

  • L’art 20 del decreto “Cura Italia” si occupa del trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria. Le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale e per un periodo non superiore a nove settimane.
  • La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso.

Voucher e congedo parentale

Invece, per venire incontro alle esigenze dei nuclei familiari con figli minori fino a 12 anni di età, il nuovo decreto legge prevede un voucher di 600 euro da spendere per i babysitter.

Si può optare anche per il congedo parentale che prevede il pagamento dell’indennità pari al 50% della retribuzione e la copertura della contribuzione figurativa.

Il congedo sarà retroattivo e si potrà chiedere a partire dal giorno 5 marzo, data di chiusura delle scuole in tutta Italia. Il congedo potrà avere una durata complessiva di 15 giorni, continuativi o frazionati.

Altre misure di sostegno

Per le Partite Iva, i Co.coco, i lavoratori stagionali, per operai agricoli con almeno 50 giorni effettivi nel 2019 e per i lavoratori dello spettacolo con almeno 30 giorni di contributi per il 2019 spettano 600 euro una tantum per il mese di marzo.

Sul sito dell’Inps è stato annunciato che le procedure per richiedere il sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali sono state semplificate e a breve verrà pubblicato la data di accettazione delle domande.

YesWeNet ha adottato una misura eccezionale per sostenere ogni suo dipendente insieme alla sua famiglia
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